Ovviamente avrai sentito parlare del PIL di un paese, PIL Pro Capite ecc…, quello che probabilmente non sai è che questo indicatore macroeconomico è più importante di quello che pensi.
Ti sei mai chiesto cosa significhino realmente queste affermazioni? Che cosa misura il PIL? E soprattutto, se il PIL di un Paese aumenta, significa necessariamente che i suoi cittadini stanno meglio?
Ecco, oggi voglio rispondere proprio a queste domande, spiegandoti uno dei concetti fondamentali per capire come funziona l’economia, quindi mettiti comodo e prenditi 10 min per leggere tutto l’articolo perché questo è un argomento molto importante.
Ma prima, se non mi conosci, mi presento.
Ciao, mi chiamo Davide e sono un appassionato di economia e finanza personale. Con questo blog cerco di spiegare l’educazione finanziaria nel modo più semplice possibile, così da aiutarti a fare scelte più consapevoli per te e per il tuo portafoglio.
Sei pronto?
Cominciamo!
Partiamo dalle basi: cos’è il PIL?
PIL è l’acronimo di Prodotto Interno Lordo fin qui grazie al (lascio a te l’interpretazione 😊)
In parole semplici, rappresenta il valore dei beni e dei servizi finali prodotti all’interno di un determinato territorio durante un periodo di tempo, generalmente un trimestre oppure un anno.
Ma al di là della definizione capiamo subito cosa significa:
Immagina che l’Italia sia un’enorme azienda (con molta fantasia).
Al suo interno troviamo fabbriche che producono automobili (ormai non più ☹), aziende agricole che coltivano prodotti alimentari, ristoranti che preparano pasti, imprese che costruiscono case, professionisti che offrono servizi ecc…
Tutte queste attività contribuiscono alla produzione economica del Paese.
Il PIL cerca proprio di misurare il valore di questa produzione, considerando i beni e i servizi finali realizzati sul territorio italiano nel periodo di riferimento.
Inoltre, la parola interno è importante: conta il luogo in cui avviene la produzione, non soltanto la nazionalità di chi la realizza.
Infatti e un’impresa straniera produce beni in Italia, la produzione realizzata sul territorio italiano contribuisce al PIL italiano. Al contrario, la produzione realizzata all’estero da un’impresa italiana rientra nel PIL del Paese in cui avviene, come purtroppo avviene ormai da anni nel nostro paese.
La questione veramente importante
Quando calcoliamo il PIL, dobbiamo evitare di conteggiare più volte lo stesso valore economico.
Facciamo un esempio.
Immagina che un agricoltore venda il grano a un mulino per 100 €. Il mulino trasforma il grano in farina e la vende a un panificio per 180 €. Infine, il panificio utilizza la farina per produrre pane, che vende ai consumatori per 300 €.
Se sommassimo semplicemente tutti questi importi, otterremmo:
100 € + 180 € + 300 € = 580 €.
Ma sarebbe sbagliato considerare tutti questi 580 € come valore della produzione finale!
Perché? Perché il valore del grano è già incorporato nella farina, e quello della farina è già incorporato nel pane.
Se conteggiassimo ogni passaggio per intero, finiremo per contare più volte una parte dello stesso valore.
Per evitare questo problema, si considera il valore dei beni e servizi finali oppure, in alternativa, si somma il valore aggiunto generato in ogni fase della produzione.
Come si calcola il PIL?
So che questa parte può risultare un po’ noiosa, ma è fondamentale per capire il reale funzionamento del PIL, come chi vuol capire come si gioca a calcio deve prima sapere le regole del gioco.
Ora che abbiamo capito cos’è il PIL, vediamo come viene calcolato.
Per cominciare, vediamo il metodo della spesa, uno dei più utilizzati per spiegare il funzionamento del PIL.
La formula è:
PIL = C + I + G + (X − M)
Tranquillo, non ti spaventare, ora con calma ti spiego tutta la formula (tranquillo è l’unica formula che vediamo oggi.
Vediamo insieme cosa rappresentano le varie lettere.
C = Consumi
Comprendono le spese per beni e servizi effettuate dalle famiglie, come alimenti, abbigliamento, trasporti e servizi di intrattenimento.
I = Investimenti
In questo contesto, però, non parliamo degli investimenti finanziari che potresti fare acquistando azioni o ETF! Per quelli guardati la sezione investimenti qui.
Gli investimenti considerati nel PIL sono principalmente quelli produttivi, come l’acquisto di macchinari da parte delle imprese, la costruzione di nuovi stabilimenti e la realizzazione di abitazioni nuove.
G = Spesa pubblica
Comprende i beni e i servizi che le amministrazioni pubbliche utilizzano per fornire servizi alla collettività.
Per esempio, rientrano in questa componente i servizi pubblici di istruzione e sanità secondo le regole della contabilità nazionale.
X = Esportazioni
Sono i beni e i servizi prodotti nel Paese e venduti all’estero (molto semplice questo).
M = Importazioni
Sono i beni e i servizi acquistati dall’estero.
Ma cosa c’entrano le importazioni con la produzione all’interno del territorio.
Perché una parte dei consumi, degli investimenti e della spesa pubblica può riguardare prodotti realizzati in altri Paesi. Sottraendo le importazioni, evitiamo di attribuire alla produzione interna il valore di beni e servizi prodotti all’estero.
Quindi cosa significa quando il PIL cresce?
Adesso arriviamo a una domanda interessante.
Se senti dire che il PIL italiano è aumentato significa che il valore dell’attività economica misurata dal PIL è aumentato rispetto al periodo di riferimento, generalmente rispetto all’anno precedente.
Ma dobbiamo fare attenzione a una distinzione fondamentale: PIL nominale e PIL reale.
Il PIL nominale è calcolato utilizzando i prezzi del periodo considerato.
Il PIL reale, invece, tiene conto delle variazioni dei prezzi, permettendo di osservare meglio come cambia il volume della produzione nel tempo.
Facciamo un esempio molto semplice:
Immagina che in Italia produciamo esclusivamente 100 tavoli, venduti a 100 € ciascuno.
Il PIL nominale sarà:
100 × 100 € = 10.000 €.
L’anno successivo, il Paese continua a produrre esattamente 100 tavoli, ma il prezzo sale a 110 € ciascuno.
Il nuovo PIL nominale sarà:
100 × 110 € = 11.000 €.
Il PIL nominale è aumentato del 10%, ma il numero di tavoli prodotti è rimasto identico!
Questo significa che l’aumento del valore nominale è dovuto interamente all’incremento dei prezzi, non a un aumento della produzione.
Ecco perché, quando vogliamo capire se un’economia sta producendo effettivamente più beni e servizi, dobbiamo guardare soprattutto al PIL reale.
Se il PIL reale aumenta, significa che il volume della produzione economica è cresciuto. Se diminuisce, significa che si è ridotto.
Un aumento del PIL reale non implica automaticamente che ogni cittadino stia meglio (sarebbe bello eh 😊). Ci sono altri fattori da considerare, come la distribuzione del reddito e l’andamento dei prezzi dei beni che le persone acquistano.
5. Che cos’è il PIL pro capite?
Un altro indicatore molto importante è il PIL pro capite.
Si ottiene dividendo il PIL di un Paese per la sua popolazione.
Serve a vedere in media quanto guadagna una persona all’interno del paese, questo significa che dipende sia dal PIL del paese, ma anche dalla popolazione.
Facendo un esempio:
Il PIL pro capite nominale della Russia è stimato tra i 14.889 USD e i 17.864–19.953 USD
Si, si calcola in dollari americani essendo la moneta internazionale, tranquillo farò un articolo anche su questo tema.
Il PIL pro capite nominale del Liechtenstein è stimato a circa 246.738 USD
Ovviamente la Russia produce di più del Liechtenstein ma ha molti più abitanti, quindi questo indicatore è utile per confrontare economie con popolazioni di dimensioni differenti.
Tuttavia, non devi confondere il PIL pro capite con lo stipendio medio o con il reddito che ogni cittadino riceve.
Si tratta di una media riferita alla produzione economica per abitante: non indica quanti soldi abbia effettivamente ciascuna persona e non mostra come la ricchezza sia distribuita tra la popolazione, ma questo è un’altro tema molto interessante di cui magari parleremo più avanti.
Quindi se il PIL aumenta, siamo tutti più ricchi?
Eccoci arrivati a uno degli aspetti più interessanti dell’intero argomento.
In generale, una crescita della produzione economica può favorire l’occupazione, i redditi e le opportunità per le imprese. Ma sarebbe sbagliato pensare che il PIL sia una misura completa del benessere di un Paese.
Ti faccio un esempio.
Immagina un Paese in cui il PIL cresce molto, ma la maggior parte dei benefici economici finisce nelle mani di una piccola parte della popolazione.
In questo caso, il PIL può aumentare senza che tutti i cittadini vedano migliorare la propria situazione economica nella stessa misura.
Inoltre, non tutte le attività utili alla società vengono registrate integralmente nel PIL. Per esempio, il lavoro domestico non retribuito svolto all’interno della famiglia, come cucinare o prendersi cura dei figli senza ricevere un compenso, generalmente non viene conteggiato come produzione di mercato.
Questo non significa che tali attività non abbiano valore. Significa semplicemente che il PIL non è stato progettato per misurare ogni forma di valore sociale.
Il PIL è quindi un indicatore fondamentale per capire le dimensioni e l’andamento dell’economia, ma non basta da solo per stabilire quanto sia benestante una società.
Per avere un quadro più completo, è necessario considerare anche altri indicatori, come il reddito disponibile delle famiglie, la disuguaglianza, l’occupazione, la povertà e la qualità della vita, farò un articolo anche su questo più avanti.
Ma soprattutto, ricorda una cosa: un Paese con un PIL più elevato non è necessariamente un Paese in cui tutti vivono meglio, guarda gli USA.
Il PIL è uno strumento fondamentale, ma per capire davvero come sta una società dobbiamo guardare anche ad altri aspetti della vita economica e sociale.
Se hai qualche domanda, non esitare a farmela qui sotto e sarò felice di parlarne insieme a te!
A settimana prossima!
Un abbraccio!
Davide
Grazie Davide!
Mi viene da fare una riflessione: il concetto di PIL e la sua formazione risale ad un momento storico molto lontano, parliamo degli anni trenta.
Quindi il pil così composto continua ad essere un valore importante?
Secondo te riesce a descrivere la complessità di un’economia moderna e digitale o presenta dei limiti?
Grazie se vorrai raccontarmi la tua idea
ciao, per ora ti direi che ancora riesce a descrivere un economia come la nostra, in futuro probabilmente attraverso nuove forme di innovazione, servirà un nuovo indicatore
👍