Ma quindi, cos’è realmente l’inflazione?

6 Set , 2026 - MACROECONOMIA

A tutti noi è capitato di sentire il termine inflazione (se non ti è mai capitato vuol dire che vivi fuori dal mondo) e, solitamente, lo associamo a un qualcosa di negativo senza nemmeno sapere di cosa si tratta.

In realtà è molto più di questo e oggi con questo articolo voglio spiegarti cosa sia l’inflazione.

Capire questo concetto è fondamentale per comprendere l’economia, ma anche per gestire meglio risparmi, stipendio e investimenti.

Ma prima di iniziare mi presento,

Ciao, se non mi conosci io sono Davide, un appassionato di finanza e su questo blog spiego in modo semplice i concetti fondamentali riguardanti l’economia e gli investimenti e l’educazione finanziaria in modo che tutti possano comprendere al meglio come gestire i propri soldi.

Mettiti comodo e concentrati perché questo è uno dei concetti più importanti di tutti. 

Sei pronto?

Cominciamo!

Che cos’è l’inflazione?

L’inflazione è l’aumento generale e continuo dei prezzi di beni e servizi nel tempo.

Facendo un semplice esempio: io da bambino, quando andavo al mare, compravo un gelato con 0,50€ o al massimo 1€ (che bei tempi XD), oggi lo stesso gelato lo pagherei 3,50€.

Questo significa che il potere d’acquisto del denaro diminuisce.

Quindi l’inflazione è l’aumento generale dei prezzi e comporta di conseguenza una diminuzione del potere di acquisto di una moneta.

Il potere d’acquisto di una moneta non è altro che la quantità di prodotti che si possono acquistare con una determinata cifra di quella moneta.

Questo però non significa che ogni singolo prodotto debba diventare più costoso. Alcuni prezzi possono aumentare, altri rimanere stabili e altri ancora diminuire. Si parla di inflazione quando l’aumento riguarda, nel complesso, il livello generale dei prezzi.

Ma se non è il singolo prodotto ad aumentare ma è l’insieme dei prodotti, chi è che calcola quanto vale l’inflazione?

In Italia è l’Istat a calcolare gli indici dei prezzi al consumo.

Per farlo viene utilizzato un paniere di beni e servizi che rappresenta i consumi delle famiglie italiane.

Nel paniere possono essere presenti, per esempio:

  • alimentari; 
  • abitazione ed energia; 
  • trasporti; 
  • abbigliamento; 
  • comunicazioni; 
  • ristorazione; 
  • servizi. 

Non tutti questi elementi hanno lo stesso peso: quelli che rappresentano una parte maggiore della spesa delle famiglie hanno un’importanza maggiore nel calcolo dell’indice.

Per questo l’inflazione che viene comunicata dall’Istat è una misura generale: la variazione dei prezzi che sperimenta una singola persona può essere diversa in base alle tue abitudini di consumo, quindi se compri maggiormente un prodotto che ha subito un’inflazione maggiore potresti sentire di più questo fenomeno.

Quindi perché aumenta l’inflazione?

Quante volte sentiamo notizie riguardanti l’inflazione che è salita, ma nessuno ci spiega mai il perché sale (non so voi ma questa cosa mi fa una rabbia…). 

Ad ogni modo, dato che chi dovrebbe spiegarvelo non lo fa, ci penso io. 

L’inflazione può essere provocata da diversi fattori:

1. Aumento della domanda

Se molte persone vogliono acquistare un determinato bene o servizio, ma l’offerta non riesce a soddisfare la domanda, i prezzi possono aumentare.

2. Aumento dei costi

Se per le aziende aumentano i costi di produzione, ad esempio quelli dell’energia, delle materie prime o dei trasporti, parte di questi aumenti può essere trasferita sui prezzi finali (vediamo ormai da qualche anno un aumento senza precedenti del prezzo del carburante.

3. Shock esterni

Eventi che modificano improvvisamente la disponibilità o il costo di alcune risorse possono influenzare i prezzi di molti beni e servizi.

4. Emissione di moneta

Se viene immessa troppa liquidità nel sistema economico da parte delle banche centrali senza un reale aumento della produzione di beni e servizi, la moneta perde valore.

L’inflazione, quindi, non ha una sola causa e spesso diversi fattori possono agire contemporaneamente, come sta capitando ormai da qualche anno per le varie guerre che ci sono nel mondo.

Perché l’inflazione è importante per i nostri soldi?

Questo è probabilmente il punto più importante.

Immagina di avere 10.000 € sul conto corrente.

Se i prezzi aumentano nel tempo, il tuo conto continuerà a mostrare 10.000 €, ma con quei soldi potresti riuscire ad acquistare meno beni e servizi rispetto a prima.

Quindi bisogna distinguere tra:

valore nominale → quanti euro possiedi;

valore reale → quanto puoi effettivamente acquistare con quegli euro.

L’inflazione non fa quindi necessariamente diminuire il numero di euro che hai, ma può diminuire ciò che puoi comprare con quegli euro.

Inoltre l’inflazione è molto importante per quanto riguarda i cicli economici (lo so sto usando dei paroloni ma adesso ti spiego tutto tranquillo). 

Per l’economia di un paese o semplicemente di un’azienda è importantissimo fare debito, (tranquillo poi del debito ne parleremo meglio e più approfonditamente in un prossimo articolo) perché questo poi gli consente di poter fare investimenti (come comprare dei macchinari nuovi nel caso di un’azienda), e l’inflazione in questo senso aiuta perchè col tempo svaluta il valore reale del debito residuo (infatti se hai un mutuo a tasso fisso e c’è inflazione, quindi crescono anche i salari, ripagare quel debito diventa più semplice).

Il livello dell’inflazione è gestito dalla banca centrale (nel nostro caso la BCE) che regola e gestisce tutte le politiche monetarie nei paesi che usano l’euro. 

Ma perché la BCE vuole un’inflazione del 2%?

Infatti potrebbe sembrare strano che una banca centrale voglia che i prezzi aumentino ma la mantiene (o almeno ci prova) ad un livello stabile per il motivo già spiegato precedentemente.

La Banca Centrale Europea (BCE) ha come obiettivo la stabilità dei prezzi e mira a mantenere l’inflazione al 2% nel medio periodo per due motivi principali:

  • 1.      Crea un cuscinetto contro la Deflazione: La deflazione (calo generale dei prezzi) è considerata molto più pericolosa dell’inflazione, perché porta i consumatori a posticipare gli acquisti (“compro domani perché costerà meno”), bloccando i consumi e la produzione. Il 2% dà un margine di sicurezza per non scivolare in deflazione.
  • 2.    Stimola i consumi nel presente: Un’inflazione bassa e controllata incentiva le persone a investire o spendere i soldi oggi anziché lasciarli svalutare sul conto corrente.

L’obiettivo è considerato simmetrico: sia un’inflazione troppo alta sia un’inflazione troppo bassa possono creare problemi all’economia.

Un’inflazione bassa e stabile permette infatti a famiglie e imprese di programmare più facilmente le proprie decisioni economiche.

Quanti tipi di inflazione esistono?

Ora che hai capito cosa sia l’inflazione e come viene gestita (sei un grande, ne sai già più del 90% in materia finanziaria XD) vediamo che tipologie di inflazione esistono:

  • Inflazione

I prezzi aumentano nel complesso (quella che abbiamo visto finora e di cui probabilmente hai sempre sentito).

  • Disinflazione

I prezzi continuano ad aumentare, ma più lentamente.

Per esempio:

5% → 3% → 2%

L’inflazione è diminuita, ma i prezzi non stanno diminuendo.

  • Deflazione

Il livello generale dei prezzi diminuisce in modo persistente.

Quindi ricordati:

Un’inflazione più bassa non significa necessariamente prezzi più bassi.

Significa che i prezzi stanno aumentando più lentamente.

In sintesi

Capire l’inflazione significa quindi capire una delle regole fondamentali dell’economia: non conta solamente quanti euro possiedi, ma anche quanto puoi acquistare con quegli euro.

L’inflazione è un concetto fondamentale dell’economia e della finanza personale. Conoscendo questo concetto, oltre ad aver aumentato la tua conoscenza in ambito finanziario, saprai gestire meglio le tue finanze e capire perché i prezzi dei beni salgono in quel determinato modo, 

Ora la palla passa a te.

Se hai dubbi o domande fammele sapere nei commenti qui sotto e parliamone!

Un abbraccio,

Davide

(questo articolo è scritto solo a scopo informativo, non esplica in nessun modo alcun consiglio finanziario)


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