Le obbligazioni sono quel mercato di cui tutti abbiamo sentito parlare, ma che nessuno conosce realmente bene. Probabilmente avrai sentito nominare i BTP, i titoli di Stato italiani che vengono spesso citati quando si parla di risparmio e investimenti.
Io mi affacciai a questo mercato qualche anno fa senza saperne granché, poi all’università ne sentì parlare e allora decisi di informarmi di più a riguardo (principalmente perché volevo un bel voto all’esame), quindi ho deciso di scrivere questo articolo su cosa sia un’obbligazione e il mio punto di vista a riguardo.
Ma prima, se non mi conosci, mi presento.
Ciao, mi chiamo Davide e sono un appassionato di economia e finanza personale. Con questo blog cerco di spiegare l’educazione finanziaria nel modo più semplice possibile, così da aiutarti a fare scelte più consapevoli per te e per il tuo portafoglio.
Sei pronto?
Cominciamo!
Partiamo dalle basi: cosa sono le obbligazioni?
Un’obbligazione, chiamata anche bond in inglese, è uno strumento finanziario che rappresenta una forma di prestito.
In poche parole, quando acquisti un’obbligazione stai prestando del denaro a un soggetto che ha bisogno di finanziarsi, per esempio uno Stato oppure un’impresa.
In cambio, l’emittente si impegna a rispettare le condizioni previste dal titolo, che possono comprendere il pagamento di interessi e il rimborso del capitale alla scadenza, perciò sono molto sicure… non proprio.
Naturalmente, l’azienda dovrà rispettare gli impegni assunti. Se non sarà in grado di pagare gli interessi o restituire il capitale, gli obbligazionisti potrebbero subire delle perdite.
Lo stesso principio vale per gli Stati, che possono emettere obbligazioni per finanziare il proprio fabbisogno.
La differenza fondamentale con le azioni è che chi acquista un’obbligazione diventa creditore dell’emittente, non suo proprietario (se non hai chiaro cosa sono le azioni leggiti il mio articolo).
Ma quindi come funzionano le obbligazioni?
Adesso che abbiamo capito cosa sono, vediamo come funzionano concretamente.
Quando analizzi un’obbligazione, ci sono alcuni elementi fondamentali che devi conoscere, tranquillo sono pochi e semplici, con calma li vediamo tutti passo passo.
Il valore nominale
Il primo elemento è il valore di riferimento del titolo e, normalmente, corrisponde alla somma che l’emittente si impegna a rimborsare alla scadenza.
Immagina di acquistare un’obbligazione con un valore nominale di 1.000 €. Se le condizioni prevedono il rimborso integrale alla scadenza e l’emittente è in grado di adempiere, riceverai 1.000 € alla fine del periodo, fino a qui tutto molto semplice.
La scadenza
La seconda tappa è la data in cui è previsto il rimborso del capitale secondo le condizioni dell’obbligazione.
Un titolo può avere una durata di pochi mesi, di alcuni anni oppure anche di diversi decenni.
In generale, più la scadenza è lontana, maggiore può essere la sensibilità del prezzo alle variazioni dei tassi di interesse.
Quindi per esempio le obbligazioni a 30 anni hanno un grande ritorno perché più il tempo passa e maggiore è il rischio di perdita, per un giovane è un investimento molto sensato.
La cedola
Questo è figo 😊, è il pagamento degli interessi previsto da un’obbligazione che distribuisce cedole.
Per esempio, un’obbligazione con valore nominale di 1.000 € e cedola annua del 4% prevede, in condizioni ordinarie, il pagamento di 40 € lordi all’anno, senza contare tasse e commissioni.
La cedola può essere pagata con frequenza annuale, semestrale o secondo altre scadenze stabilite dal titolo.
Abbiamo detto che le cedole ti permettono di guadagnare con le obbligazioni, ma non è l’unico modo per guadagnarci.
Infatti tu puoi guadagnarci anche rivendendo l’obbligazione ad un prezzo più alto di quanto l’hai comprata, ovviamente questa opzione comporta dei rischi per cui l’obbligazione può anche scendere di prezzo.
Esistono obbligazioni che non pagano cedole
Si chiamano obbligazioni zero coupon.
A differenza delle obbligazioni con cedole, questi titoli non prevedono pagamenti periodici di interessi durante la loro vita.
Il rendimento deriva principalmente dalla differenza tra il prezzo di acquisto e il valore di rimborso.
Tra gli esempi di titoli di Stato italiani senza cedole periodiche troviamo i BOT, i Buoni ordinari del Tesoro.
Ovviamente, anche qui il rendimento effettivo dipende dal prezzo di acquisto, dalla durata, dai costi e dalla capacità dell’emittente di rispettare gli impegni.
infatti le obbligazioni non sono tutte uguali.
Vediamo le categorie principali:
- Obbligazioni governative
Sono emesse dagli Stati per finanziarsi.
In Italia, per esempio, il Tesoro emette diversi titoli di Stato, tra cui BOT e BTP.
Ovviamente se lo stato fallisce, l’obbligazione non sarà rimborsata e più lo stato è in crisi (per qualunque motivo) e più il potenziale rendimento sull’obbligazione sarà alto.
- Obbligazioni societarie
Sono emesse da imprese private, che le utilizzano per raccogliere capitali.
Allo stesso modo dello stato, un’azienda può decidere di emettere obbligazioni per ottenere le risorse necessarie.
- Obbligazioni a tasso fisso
Sono obbligazioni che prevedono un tasso di interesse stabilito secondo le condizioni del titolo.
Per esempio, una cedola annua del 3% sul valore nominale di 1.000 € corrisponde a 30 € lordi all’anno.
Il pagamento previsto non cambia al variare dei tassi di mercato, anche se il prezzo dell’obbligazione può cambiare.
- Obbligazioni a tasso variabile
In questo caso, il tasso di interesse viene aggiornato secondo un parametro di riferimento e le regole stabilite dal titolo.
Di conseguenza, le cedole possono aumentare o diminuire nel tempo, a tuo rischio e pericolo.
Perché il prezzo delle obbligazioni cambia?
Se un’obbligazione viene negoziata sul mercato, il suo prezzo può cambiare continuamente in base a diversi fattori. Uno dei più importanti è l’andamento dei tassi di interesse.
Per comprendere questo meccanismo, prendiamo un esempio.
Immagina di acquistare un’obbligazione che paga una cedola fissa del 3% all’anno.
Successivamente, i tassi di mercato aumentano e vengono emesse nuove obbligazioni comparabili che offrono cedole più elevate.
A questo punto, perché un investitore dovrebbe acquistare la tua obbligazione, che paga il 3%, allo stesso prezzo di un titolo nuovo che offre condizioni più vantaggiose?
Probabilmente, sarebbe disposto ad acquistarla soltanto a un prezzo inferiore, in modo da ottenere un rendimento più competitivo.
Ed ecco perché, in generale, quando i tassi di mercato aumentano, il prezzo delle obbligazioni a tasso fisso già emesse tende a diminuire.
Questa relazione è particolarmente importante per le obbligazioni a tasso fisso con scadenze lontane.
Chi dovrebbe comprare obbligazioni?
Le obbligazioni sono uno strumento finanziario molto particolare. Sono sicuramente uno strumento più sicuro delle azioni (perché è più difficile che uno stato fallisca a differenza di un azienda). Quindi io credo che conviene comprare obbligazioni a chi è già un po’ più grande, di età, e non ai giovani che magari hanno una propensione al rischio più alta. Chi magari ha già una famiglia e un lavoro a tempo pieno può scegliere di comprare obbligazioni così da mettersi dei soldi da parte per quando i figli saranno grandi o per quando andrà in pensione.
Invece per un giovane sarebbe buono acquistare un’obbligazione con scadenza molto lunga (anche 30 anni), così che quando sarà grande si ritroverà dei degli interessi maggiori, da sommare a tutte le cedole che avrà accumulato negli anni, magari su uno stato che oggi non è molto sicuro ma che si pensa che non fallirà nei prossimi 30 anni si può avere un rendimento notevole.
Il rendimento a scadenza può essere uno strumento utile per confrontare titoli con caratteristiche diverse, ma va interpretato correttamente
È un rendimento calcolato sulla base di determinate ipotesi, tra cui il rispetto degli impegni dell’emittente e, nel calcolo tradizionale, il mantenimento del titolo fino alla scadenza.
Non è una garanzia di rendimento effettivo e può non coincidere con il risultato finale dell’investimento, ricordati sempre che negli investimenti nulla è mai sicuro.
Intanto ti ringrazio di esser arrivato fino a qui e ti faccio i complimenti perché hai una soglia dell’attenzione molto alta.
Se hai qualche domanda, non esitare a farmela qui sotto e sarò felice di parlarne insieme a te!
A settimana prossima!
Un abbraccio!
Davide
Articolo molto chiaro e allo stesso tempo completo.