Tutti noi abbiamo sentito almeno una volta nella vita la parola: ETF (se non l’hai mai sentito probabilmente vivi su un altro pianeta XD). Essi sono degli strumenti finanziari, ma, come purtroppo spesso accade se ne parla sempre in maniera superficiale ed errata. Probabilmente ti avranno detto che essi sono i migliori strumenti o qualcosa del genere, ed in parte è pure vero, senza spiegarti nel concreto in cosa consistono e come funzionano.
Quindi oggi voglio spiegarti cosa sono, come funzionano ed il mio punto di vista in merito a questi strumenti.
Ma prima, se non mi conosci, mi presento:
Ciao mi chiamo Davide e sono un appassionato di economia e finanza personale e con questo blog cerco di spiegare l’educazione finanziaria nel modo più semplice possibile in modo da farti fare scelte più consapevoli per te e per il tuo portafoglio.
Sei pronto?
Cominciamo!
Partiamo dalle basi.
Cosa sono gli ETF?
Il termine ETF è un acronimo e vuol dire: Exchange Traded Fund, che significa letteralmente “fondo negoziato in Borsa”.
Un ETF è un fondo di investimento quotato su un mercato regolamentato (diverso dai CFD), proprio come un’azione. Il suo obiettivo, nel caso degli ETF a gestione passiva, è replicare l’andamento di un determinato indice di riferimento, chiamato benchmark.
Te lo devi immaginare come un paniere dove all’interno ci metti tantissime uova, ecco ogni uovo rappresenta per esempio un’azione o un’obbligazione, e tu ci investi in tutte contemporaneamente.
Dato che ognuno di questi ETF può racchiudere al suo interno un numero infinito di strumenti, essi si dividono secondo alcuni criteri:
- Per regione (Europa, Stati Uniti, Mercati emergenti ecc…)
- Per settori (tecnologico, medico, meccanico ecc…)
- Per numero, dato che ogni ETF ha un numero diverso di strumenti al suo interno;
(Se non hai capito bene questa parte rileggila perché è molto importante)
Facendo qualche esempio:
Un indice azionario statunitense può seguire l’andamento di grandi società americane; un indice settoriale può concentrarsi su aziende tecnologiche, energetiche o di altri settori.
Acquistando un ETF, l’investitore può quindi ottenere un’esposizione a numerosi titoli attraverso un unico strumento.
Quindi:
Ciò che realmente fa un ETF è replicare un indice, di qualsiasi tipo.
Perciò, se il valore dell’indice aumenta, il valore dell’ETF può aumentare. Se l’indice diminuisce, anche il valore dell’ETF può diminuire.
La performance dell’ETF può differire da quella dell’indice a causa di costi, modalità di replica, imposte (se non le conosci vai a leggerti l’articolo che ho scritto sulle tasse sugli investimenti) e altri fattori.
Perfetto!
Ora che hai capito cosa sono gli ETF, vediamo come si possono gestire.
Molti ETF seguono una strategia di gestione passiva.
Questo significa che il gestore non cerca principalmente di scegliere autonomamente i titoli che potrebbero ottenere il rendimento più elevato. L’obiettivo è invece replicare il più fedelmente possibile l’andamento del benchmark di riferimento.
Esempio
Un ETF replica un indice composto da grandi società dei mercati sviluppati.
Il gestore dell’ETF cerca di mantenere il portafoglio coerente con la composizione e la metodologia dell’indice.
Se l’indice viene modificato, il fondo può effettuare operazioni per adeguarsi alle nuove componenti.
Quindi dopo che tu hai comprato una quota di un ETF, non devi fare granché, se non controllarlo (io consiglio almeno una volta a settimana) come sta andando e quando lo ritieni necessario, apportare modifiche.
Per esempio io qualche settimana fa avevo visto che l’ETF sul quale avevo investito era sceso di prezzo, quindi ne ho approfittato per comprarne altre quote, così da avere più margine di profitto in futuro.
La gestione passiva può contribuire a mantenere i costi contenuti, anche se non tutti gli ETF hanno necessariamente costi bassi o lo stesso livello di complessità.
ETF e diversificazione
Uno dei principali vantaggi degli ETF è la possibilità di investire in un insieme di strumenti finanziari attraverso un’unica operazione, in breve: diversificare.
Infatti diversificare il proprio portafoglio di investimenti vuol dire distribuire il capitale tra diversi tipi di investimenti.
Infatti investire tutta la cifra in azioni di una sola società può aumentare di tanto il rischio di perdere quei soldi (se hai fatto questo, hai pensato pure a cosa fare se la società in questione dovesse fallire?), al contrario investire quella stessa cifra in tante azioni di tante aziende può diminuire di tanto il rischio di perdere quei soldi. È ovvio che se investi in una sola azienda e quella ti fa un +300% hai fatto jackpot, però se quella stessa azienda ti fa anche solo -45% sei bello che fregato. Quindi fai le tue valutazioni e decidi tu anche in base alla tua propensione al rischio.
La diversificazione può ridurre il rischio legato a una singola società, ma non elimina il rischio di perdita. Un ETF concentrato su un solo settore, Paese o categoria di attività può comunque subire forti oscillazioni. Quindi più l’ETF è diversificato e più diminuisce il rischio di perdere quei soldi.
Per questo esistono una valanga di tipologie di ETF, più o meno specifici. Portando qualche esempio:
- ETF sulle azioni
- ETF sulle obbligazioni
- ETF sulle materie prime
- ETF settoriali
Poi ognuno di questi può variare per:
- Numero di strumenti al loro interno
- Regione dove sono applicati
- Settore dove sono applicati
Inoltre molti ETF sono anche mischiati, quindi hanno per esempio il 65% di azioni divise tra nord America, Europa e mercati emergenti, poi il 30% di obbligazioni divise anch’esse per regione e il 5% in materie prime, su magari 300 strumenti in totale (questo è un esempio, non credo che nemmeno esista tale ETF).
Gli ETF più sicuri sono sicuramente quelli su tutto il mondo che ricoprono un po’ tutto il mondo in tutti i settori, fino ad arrivare poi a quelli sempre più specifici per regione e settore (ad esempio io investo sia su un ETF “mondiale” che su uno specifico nel settore tecnologico).
ETF AD ACCUMULAZIONE E A DISTRIBUZIONE
ETF ad accumulazione:
Gli eventuali proventi generati dal portafoglio vengono reinvestiti dal fondo secondo le regole previste dal prodotto.
In questo modo l’investitore non riceve normalmente un pagamento periodico dei proventi sul proprio conto per quella componente reinvestita. Esso permette di trovarsi nel tempo sempre più denaro investito essendo che i proventi vengono in automatico reinvestiti in quello stesso fondo.
ETF a distribuzione:
Gli eventuali proventi vengono distribuiti agli investitori secondo le modalità e la frequenza previste dal fondo. Esso permette fin da subito di guadagnarci tramite l’investimento.
La distribuzione non deve essere confusa con un rendimento garantito: il valore dell’ETF può comunque diminuire.
A questo punto la domanda che sicuramente ti starai facendo è:
Quanto costa investire in un ETF?
Gli ETF presentano diversi tipi di costi. Per valutare un prodotto è importante conoscerli e non concentrarsi soltanto sul prezzo di una singola quota.
TER: Total Expense Ratio
Il TER indica il rapporto tra i costi di gestione e il patrimonio del fondo, secondo la metodologia utilizzata per il calcolo dell’indicatore.
È spesso espresso come percentuale annua.
Ad esempio, ipotizzando un costo annuo dello 0,20%, su un investimento di 1.000 € il costo teorico equivalente sarebbe pari a circa 2 € all’anno, prima di considerare eventuali variazioni del capitale e le modalità effettive di applicazione.
Commissioni del broker o della banca di riferimento
Quando acquisti o vendi un ETF, il tuo intermediario può applicare commissioni di negoziazione.
Queste commissioni sono distinte dai costi di gestione del fondo.
Spread
Lo spread è la differenza tra il prezzo a cui puoi vendere e quello a cui puoi acquistare uno strumento in un determinato momento, varia a seconda dell’intermediario che stai utilizzando.
A questi costi vanno aggiunte sicuramente le tasse (vai a leggerti l’articolo sulle tasse).
Bene, di settimana in settimana stai aumentando la tua conoscenza in materia finanziaria, questa cosa mi fa molto piacere.
Sugli ETF inoltre è possibile effettuare dei piani di accumulo con cui puoi investire poco alla volta per far crescere il tuo capitale nel tempo (non preoccuparti nei prossimi articoli parleremo proprio dei piani di accumulo)
Gli ETF sono, quindi, degli strumenti molto interessanti e ora che hai capito cosa sono e come funzionano puoi sicuramente scegliere i tuoi investimenti in maniera più consapevole (ora la palla passa a te).
Io ti ringrazio per aver letto tutto l’articolo ed essere arrivato fino a qui e se hai qualche domanda non esitare a farmela qui sotto e sarò felice di parlarne insieme a te!
Ci sentiamo settimana prossima!
Un abbraccio!
Davide
Articolo interessante. Non conoscevo il TER
Molto interessante il tuo blog mi sta aiutando ad allargare le mie conoscenze sugli strumenti finanziari.
Grazie ❤️